Manuel Gómez Pereira
Reinas - Il matrimonio che mancava
di Marco Capriata
Esemplare del nuovo cinema spagnolo ai tempi di Zapatero, seppur la lavorazione di questo film sia antecedente all'avvento politico del nuovo premier spagnolo - tanto da presagire una realtà per noi ancora lontana e inimmaginabile (?) -, il film, sull'onda di un tema così attuale e grazie anche alla risonanza di altri matrimoni illustri riguardanti personaggi della musica e dello spettacolo dichiaratamente gay, ha goduto di un'attenzione tutta particolare, riuscendo ad imporsi più per l'argomento in sé che non per i suoi meriti intrinseci.
Reinas è una commedia apparentemente brillante in cui gli echi almodovariani sono decisamente sfumati e lontani, richiamati dall'impiego di attori feticcio del regista di Ciudad Real e da un certo gusto apparentemente dissacratorio, che si rivela inizialmente forzato e privo di quel mordente anarchico che il cinema spagnolo post-franchista riusciva ad imporre con le sue provocazioni. Almodóvar è anche esplicitamente nominato, quasi a voler fugare ogni dubbio di decalcomania malriuscita, giocando la carta dell'ironia in una storia in cui si sorride e ci si diverte abbastanza, ma da cui traspare una sensazione di scialbo reiterarsi di situazioni, parole, personaggi che non riescono a riscattare un cinema tendente a somigliare sempre più pericolosamente a se stesso, dove gli ambienti e i colori perpetuano un immaginario poco innovativo, in cui la commedia stessa rischia di annegare, vittima di stereotipi e riflessioni reazionarie, per quanto abilmente velate, sul mondo omosessuale.

Anche il cinema gay, attraverso queste commedie pseudo-brillanti, pare sempre più teso a una normalizzazione e a un desiderio di riconoscimento sociale che ne snatura gli intenti di riflessione su una realtà necessaria ed ineluttabile, in cui non vi è più timore nel rivelare le proprie scelte di vita, tanto da ricercare nel matrimonio quell'identificazione sinora negata. Solo che la formula appare decisamente fiacca e si avverte una rappresentazione piuttosto conforme di questo mondo, visto attraverso gli occhi di madri castratrici, per quanto brillanti e divertenti, ma a tratti decisamente stucchevoli, in cui lo sposalizio diviene quasi un obbligo più che una vittoria del sentimento, messo in crisi sino alla fine da ansie, remore e tradimenti risolti con lievità e disinteresse, semplicemente perché "questo matrimonio s'ha da fare". Reinas si pone come film in grado di ironizzare e stemperare le tensioni di esistenze in cui tutto, o quasi, sembra accettabile o quanto meno normale, seppur appaiano dubbi e riserve da parte di alcuni familiari, impegnati a ricondurre i propri figli su binari sociali, a loro modo di vedere, conformi. Ed è qui che si annida lo stereotipo della virilità maschile incarnata da padri tesi a consolidare la propria natura maschile e a rammentare ai propri pargoli quanto sia preferibile il fascino femminile, salvo poi riportare ogni tentazione della carne ad un complesso edipico irrisolto, sino alla conferma definitiva in uno dei vari sottofinali del racconto.
Il tentativo di commistione di vari stili di commedia non sempre costituisce formula vincente per un film in cui si riesce a sorridere e a divertirsi con il procedere della storia, ma che disvela qua e là ombre di macchiettismo e stereotipo tese al rincalzo dell'eterosessualità quale scelta indiscutibile, da perseguire sempre e comunque, smascherando l'ipocrita tolleranza degli eterosessuali verso i futuri sposi omosessuali, persi in disquisizioni e dubbi che paiono far vacillare le proprie convinzioni, riconducendole ad una giustificazione psicanalitica o a un'accettazione di comodo che tutto appiana e risolve in una battuta e in un sorriso. Dove il consumarsi dei rapporti vede la prevalenza del potere erotico femminile, mentre il desiderio gay viene smorzato da figure materne repressive, in grado di disseminare incertezze e dilemmi nei protagonisti maschili, visti come figure sempre più tese ad una perdita d'identità sessuale e ad un rifugiarsi in stereotipi etero dal sapore retrogrado e mistificatorio.
REINAS - IL MATRIMONIO CHE MANCAVA
(Spagna, 2005)
Regia
Manuel Gómez Pereira
Sceneggiatura
Yolanda García Serrano, Joaquín Oristrell
Montaggio
José Salcedo
Fotografia
Juan Amorós
Musica
Bingen Mendizábal
Durata
107 min