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Siamo nel 2054, la nostra storia si svolge nella capitale degli Stati Uniti d'America, Washington D.C, e i nostri quattro protagonisti sono (in ordine d'importanza) Stanley Kubrick, Philip Dick, Steven Spielberg e Tom Cruise. La società americana, presa ad esempio, è mostrata come microcosmo del mondo in cui ora viviamo. Washington D.C, voluta da Dick come città rappresentativa, è al centro dei cambiamenti e delle sperimentazioni sociali che verranno poi codificate e approvate come modello universale di benessere.
Una tremenda droga sintetica, una sorta di evoluzione dell'eroina, causa delle nascite di bambini malati. Dopo attente sperimentazioni e tentativi di recuperarli, un équipe di scienziati ha scoperto che queste forme di vita possono prevedere, anzi, vedere con assoluta certezza, il compimento di tremendi delitti e omicidi che si svolgeranno in un futuro prossimo o immediato (dipende dalla natura dei delitti, se passionali, istintivi, quindi non premeditati, i pre-cog – diminutivo dei precognitivi semiumaniodi- avranno più difficoltà a scovarli e a vederli in tempo). Dei molti bambini infetti e nati malati, solo tre si sono salvati, tre fratelli, due gemelli e la loro sorella Agatha; naturalmente la più dotata dei tre. Per sei anni il governo degli Stati Uniti ha permesso alla capitale e ai suoi agenti si servirsi dei pre-cog per instaurare un dipartimento di Pre-crimine, con lo scopo di impedire, anticipatamente, il compimento dei delitti. La prima sequenza del film chiarisce immediatamente le idee allo spettatore, che assiste ad una delle tante azioni degli agenti della Pre-crimine. I pre-cog non sbagliano mai, non hanno mai sbagliato durante i sei anni di attività a Washington D.C. A capo degli agenti della Precrimine troviamo l'agente Anderton. Un personaggio tipico di Dick, un uomo combattuto tra il bene e il male, che si fida ciecamente di un sistema artificiale, metafisico per far fronte ai danni che il vero sistema sociale gli ha causato; la morte del figlio. La trama si fa intreccio quando, durante uno dei quotidiani richiami dei precognitivi, l'uomo (interpretato da Tom Cruise, più convincente del solito) scopre di essere il carnefice di un tale che non conosce, ma che dovrà uccidere di lì a breve. Hanno fallito i pre-cog? Il sistema non è perfetto e dunque imprigionare persone per aver solamente meditato un delitto diventa ingiustificabile e moralmente intollerabile? Oppure John Anderton è un assassino.
Molte sono le considerazioni da fare per quanto riguarda l'analisi di questa pellicola. La vicenda è raccontata in maniera particolare, indipendentemente dal racconto breve di Philip K. Dick - personaggio chiave nell'universo della SF, e in particolare narratore di affascinanti storie futuristiche che lo hanno reso il padre di quella corrente che viene chiamata cyber punk, dal quale anche Ridley Scott ha tratto il cult movie che tutti conoscono, Blade Runner. Quello che ho intenzione di sostenere è che il vero protagonista ed ispiratore di molte peculiarità dell'immagine e del racconto di Spielberg è l'universo kubrickiano, che il regista di E.T. ha probabilmente imparato a conoscere realizzando Artificial Intelligence (A.I), progetto concepito dal maestro newyorchese poi concluso da Spielberg stesso.
La musica classica
I pre-cog, quando comunicano con gli agenti della Precrime, lo fanno in modo particolare. Il loro pensiero si concretizza in due palline di legno che vengono sputate da un bizzarro marchingegno che indica il nome e il cognome del carnefice e della vittima del futuro delitto. Inoltre, le informazioni su cui gli agenti lavorano sono le immagini digitalizzate che i gemelli partoriscono dalla loro mente. Anderton manipola direttamente le immagini sullo schermo gigante dell'ufficio investigativo tramite un guanto telematico, che gli permette di intervenire direttamente sullo schermo. Una sorta di guanto che funge da mouse, per intenderci. Quando egli quotidianamente si appresta a compiere questa indagine, una musica di grande impatto emotivo si diffonde nella sala, mentre la macchina da presa inquadra il nostro eroe dal basso all'alto, attraverso lo schermo trasparente su cui sta lavorando. L'effetto diegetico sullo spettatore è molto forte. Cruise, come un burattinaio mischia le informazioni sullo schermo e sembra mescolare e riorganizzare la vita di uomini colpevoli di aver pensato alla morte altrui. Alcuni sostengono che solo Dio può avere il diritto di vita o morte. Anderton, come dio e giudice, decide della vita di molti attraverso un sistema che ha pure la sua matrice religiosa (il luogo in cui vengono rinchiusi i pre-cog si chiama il tempio). Tutto bello, bellissimo….peccato che non sia originale. Chi conosce i capolavori di Stanley Kubrick non ha bisogno di rimembrare quali sono le sequenze inimitabili, ingigantite e impreziosite da quella musica classica che, ora, va tanto di moda.
Gli occhi
In questa fantascientifica società del futuro, le persone non hanno più bisogno di documenti, carte d'identità. Il loro segno personalissimo di riconoscimento è il bulbo oculare, che una sonda, posta a tutti gli angoli della città, scansiona per identificare il cittadini. Quando il Nostro scappa, braccato dai suoi stessi amici e colleghi della precrimine, è anche costretto ad un intervento chirurgico in grado di cambiargli identità. Il medico folle a cui si rivolge Anderton, non ha nulla a che fare con il sadico direttore del carcere che imprigiona il drugo, Alex. Tuttavia il marchingegno meccanico che serve al chirurgo pazzo per estirpare i bulbi di Tom (oooohhhiiiibooo, grideranno le fan) non è altro che la macchina posta sugli occhi del povero Alex che lo obbliga a vedere le immagini terribili di una società riprovevole; ricordate la cura Ludovico (Arancia Meccanica, 1970)? Questo procedimento è invece più interessante, poiché sembra una vera e propria citazione. L'intero racconto di Dick si svolge intorno all'importanza dell'occhio: i pre-cog prevedono e vedono; le persone dimostrano la loro unicità dagli occhi, i divieti d'accesso sono licenziati dal riconoscimento di un occhio addetto ai lavori.
Tom Cruise
Lo stesso Cruise potrebbe essere una chiara citazione dell'opera del maestro (Eyes Wide Shut; ci sarebbe molto da dire anche sul titolo dell'ultimo capolavoro di Kubrick)…ma questo sarebbe da chiedere all'attore.
Ciò che, purtroppo, di Spielberg è facilmente riconoscibile sono le sequenze strappalacrime del padre distrutto dalla morte del figlio (troppo manieristico di se stesso; un racconto di SF non deve essere il rifacimento di Bambi) e l'immagine della famiglia felice di lui, distrutta soltanto dalla società (un uomo impeccabile, il nostro Tom).
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