28 maggio 2006
NEMMENO IL DESTINO
NEMMENO IL DESTINO
(Daniele Gaglianone - Italia, 2004)

Aiula Donatello
via Belfiore ang. via Morgari - Torino

Domenica 28 Maggio 2006
ore 19.00, aperitivo e dj-set
ore 22.00, proiezione film
ingresso gratuito

Interverranno dopo la proiezione:
Daniele Gaglianone, regista
Lalli, cantautrice e interprete del film
Giame Alonge, cosceneggiatore del film


NEMMENO IL DESTINO (Daniele Gaglianone - Italia, 2004)

Regia: Daniele Gaglianone; soggetto: dall’omonimo romanzo di Gianfranco Bettin; sceneggiatura: Giaime Alonge, Daniele Gaglianone, Alessandro Scippa; fotografia (colore): Gherardo Gossi; montaggio: Luca Gasparini; musiche: Giuseppe Napoli; suono: Gianluca Costamagna; scenografia: Valentina Ferroni; costumi: Marina Roberti; interpreti e personaggi: Mauro Cordella (Alessandro Stellin), Fabrizio Nicastro (Ferdi Castronovo), Giuseppe Sanna (Toni), Lalli (Adele Stellin), Gino Lana (Sebastiano Castronovo), Stefano Cassetti (Lorenzo); produzione: Domenico Procacci, Gianluca Arcopinto e Pierpaolo Trezzini per Fandango e Armadillo Cinematografica; origine: Italia, 2004; durata: 110 minuti

Ci sono vite che nascono sfortunate, che per quante scappatoie cerchino non possono che affrontare ciò che le aspetta. Il destino, forse, o nemmeno quello. É come essere presi in una morsa: da una parte il passato (la famiglia) con i suoi problemi irrisolti, aggravati dal tempo; dall’altro un futuro che non arriva mai, al posto del quale regna imperturbato un presente eterno e senza scampo. I ragazzi del secondo film di Daniele Gaglianone (il primo era I nostri anni) vagano alla ricerca di una via d’uscita che sembra non esserci, forti soltanto della propria amicizia, del legame che nasce dall’essere cresciuti insieme nello stesso quartiere, dal dover affrontare da soli, e troppo presto, le difficoltà della vita senza alcuna rete di protezione. Dalla condivisione di un tragico destino. Che non tarda di bussare alle loro porte, reclamando soddisfazione. La ribellione, rabbiosa, contro la cappa che li soffoca, alla ricerca di un proprio posto nel mondo, ha un suo prezzo in termini di “sacrificio”: ma, forse, pagare quel prezzo, con tutto il carico di sofferenza e di dolore che esso comporta, rappresenta anche la condizione necessaria per poter crescere e sperare così in un futuro migliore, lontano dal mondo sconfitto dei genitori e da una periferia che prima ancora di essere spazio fisico è luogo mentale. Perché, nonostante tutto, non bisogna mai smettere di crederci. E Alessandro questo lo sa.

…ha detto il regista
“Questo film è per tutti quelli che si sono perduti per sempre, per coloro che si sono perduti e ritrovati, per tutti gli amici conosciuti in quell'età dove si diviene amici d’istinto, per tutti i genitori e i figli che si sono capiti troppo tardi, per quelli che non ci stanno, che pensano che ci debba essere un’altrove da conquistare, è una rabbiosa elegia, un pianto gridato, un urlo silenzioso e muto contro i fantasmi del passato e i mostri del presente.”

Daniele Gaglianone

…ha detto l’autore
“…oltre a letture altrui (di critici e non), un altro incontro mi ha fatto ripensare al testo in modo tale da potervi scoprire elementi incompiuti, o travisati, nella prima edizione, che chiedevano aggiustamenti o tagli o, al contrario, sottolineature. Mi riferisco all’incontro con Daniele Gaglianone, il regista di I nostri anni, bellissimo film che viaggia tra ieri e oggi, tra l’esperienza partigiana e quella del nostro presente, con linguaggio fortemente innovativo, ma con classica intensità e forza espressiva. Gaglianone ha tratto da Nemmeno il destino il suo nuovo film, ed è anche grazie a lui che ho capito meglio il mio testo, scoprendo inoltre singolari corrispondenze e sintonie con la sua versione nella storia.”

Gianfranco Bettin