FANTASMI A OCCIDENTE III / EXTRA
Picnic ad Hanging Rock
di Marco Gatti

Un tranquillo picnic di alcune ricche collegiali tra rocce vulcaniche vecchie un milione di anni e boschi brulicanti formiche e rettili. La delicatezza delle adolescenti vestite di pizzi bianchi, riparate da piccoli ombrelli, distese sull’erba a ricamare e leggere poesie, e tutto intorno l’asprezza di un paesaggio scosceso, pieno di anfratti, reso secco e pungente dal calore e dagli odori del polline. La tensione tra un fragile ordine umano e un potente caos naturale penetra il mistero della femminilità. Quattro ragazze si allontanano per esplorare la roccia: come in preda a un ipnosi lisergica si perdono nel pomeriggio, si addormentano, si liberano dei corsetti, delle calze e delle scarpe, vivono una sorta di comunione con la terra, come belle streghe si concedono al sabba e scompaiono per sempre.
In Picnic… viene raccontato il disgregarsi di un ordine razionale e sociale rappresentato dall’esclusivo collegio per ragazze di buona famiglia: il sistema educativo è un attrezzo botanico che pressa i fiori tra due superfici, è il busto dai lacci stringenti che fascia il petto delle ragazze, sono i cappelli, i guanti e le vesti ingombranti, ma è anche l’immaginario accademico di poesie imparate a memoria, di nozioni matematiche e scientifiche, di arte raccolta su libri e stampe. Nel giorno di San Valentino del 1900 la solida organizzazione scolastica del collegio Appleyard crolla sotto il peso dell’imprevisto e dell’inspiegato: fin dal mattino qualcosa di misterioso serpeggia tra le ragazze, l’eccitazione per il giorno da trascorrere fuori, e la gioia per il santo che celebra l’amore terreno. Sospiri, lettere, nostalgia per uomini lontani e affetti mancanti, un senso di malinconica prigionia per le giovani studentesse. Tra loro si distingue Miranda, la più bella, la più bionda, la più sorridente e smagliante di tutte, ma anche la più misteriosa e sfuggente, colei che guiderà le amiche attraverso le rocce, in preda a un’ispirazione che le attrae verso un’altra dimensione. Chi è Miranda? Lei sembra sapere cosa sta per accadere (“Io non rimarrò con voi a lungo”, confida all’amica più cara, la stessa che parlando di lei dopo la scomparsa dirà: “Miranda conosce cose che pochi altri conoscono. Non è andata lì per caso”). Passaggio fondamentale del racconto è il momento in cui Miranda e le amiche si allontanano dal resto del gruppo: l’insegnante di francese saluta da lontano la ragazza e ha come una visione. “Adesso so. Miranda è un dipinto del Botticelli”. La donna se ne rende conto poggiando sulla terra il libro d’arte che stava leggendo, la riproduzione della Venere del Botticelli. Miranda E’ ARTE vivente, è una divinità pagana, inspiegabile forza naturale, creatura che comunica con le profondità terrene dalle quali sono emerse le rocce di Hanging Rock. In quel mentre gli orologi si sono tutti fermati, gli orologi che Miranda detesta (“Non lo porto più. Ne detesto il tic-tac sopra il cuore”), sulle pietanze del picnic brulicano le formiche, e un sonno diffuso avvolge il gruppo. Solo la più acida e disillusa delle insegnanti, quella di matematica, sentirà anch’ella il richiamo della roccia, e si metterà sulle tracce delle ragazze scomparendo con loro.
Miranda stravolge il destino di molti, porta al suicidio la sua migliore amica , spinge due giovani uomini ad unirsi nella ricerca delle ragazze, getta nella follia la direttrice del collegio, ma la sua identità terrena è forse soltanto quella di un sogno, un qualcosa di impalpabile ed eterno il cui significato si nasconde tra anfratti rocciosi vecchi migliaia di anni.