FANTASMI A OCCIDENTE II / EXTRA
Taris ou la Natation
di Nico Toscani
Un documentario sul nuoto potrebbe sembrare un prodotto
dalle semplici valenze didattiche e pedagogiche. Ma se quello
stesso documentario porta la firma di Jean Vigo, allora siamo
di fronte ad un altro tipo di operazione.
Commissionatogli dalla Gaumont per un progetto più ampio
intitolato Journal Vivent e avvalendosi della collaborazione
del campione di nuoto Jean Taris, il cineasta francese che,
purtroppo, riuscì a realizzare nella sua breve vita solo
quattro opere, rilegge con uno stile del tutto personale la
pratica di uno sport largamente diffuso.
Sin dalle prime inquadrature Vigo manifesta l’esigenza
di sfruttare la macchina da presa e le sue potenzialità
per esaltare le componenti visive più affascinanti della
pratica del nuoto. Trucchi di montaggio, effetti di ralenti,
sovrapposizioni d’immagini, espedienti scenografici e
riprese subacquee sono solo alcune delle stravaganze di questo
documentario che si distacca dagli stilemi del linguaggio tradizionale
del genere per andare ad abbracciare tematiche care alla sensibilità
del regista.
L’acqua diventa prontamente l’habitat naturale per
il corpo del nuotatore - liquido amniotico e veicolo della sua
rinascita - che abbandona le proprie caratteristiche umane a
favore di quelle più esplicitamente animali, dove le
pinne sono braccia e gambe che mulinano, e le branchie una bocca
spalancata in una smorfia. Come una moderna figura mitologica,
metà uomo metà pesce, Taris si muove - in superficie
come in profondità - completamente a suo agio. Una trasformazione
che si conclude nelle battute finali del film quando il campione
di nuoto, alla stregua di un nuovo dio sceso sulla terra, è
in grado, grazie al cinema, di camminare sulle acque, ormai
completamente padrone e soggiogatore di quell’elemento
da lui esplorato e conquistato.
Vigo lavorò anche alla sceneggiatura per un secondo documentario
che aveva come protagonista il tennista Cochet, ma al termine
della stesura venne rifiutata.