Neil Jordan
Breakfast on Pluto
di Davide Vanni
Irlanda anni '70. Un prete di una piccola parrocchia di campagna (Liam Neeson), spinto da un irresistibile impulso sessuale, seduce e possiede la sua cameriera. Patrick Braden sarà il frutto di questa "peccaminosa" unione, un frutto immediatamente abbandonato, non appena venuto al mondo, in un cesto sulla soglia della parrocchia. Patrick cresce, senza mai conoscere la madre e tanto meno il padre, nei locali di un pub gestito dalla matrigna e dalla sorellastra, preoccupate soltanto di ricevere dal "padre-prete" il sussidio mensile per il sostentamento del figliastro. Con il passare del tempo, il comportamento e gli atteggiamenti di Patrick diventano, agli occhi della sua nuova famiglia, sempre più stravaganti e "anormali". Patrick non è minimamente interessato alle cose appartenenti al mondo maschile, mentre si dimostra attratto dagli abiti e dal trucco femminili. Una personalità eccentrica, isolata dalla comunità bigotta dove regna sovrano un clima di perbenismo e integerrima moralità.
Il protagonista cerca la propria libertà allontanandosi dal paese, e proprio sulla strada riceve un passaggio da un gruppo rock irlandese in tournée. La relazione d'amicizia con il cantante avrà finalmente qualcosa di umano e spingerà Patrick a inventarsi una parte all'interno del gruppo (una corista travestita da squaw). Tuttavia, il travestimento non convince gli spettatori, né gli altri componenti del gruppo, e Patrick si vede costretto ad andarsene e a trasferirsi nella roulotte abbandonata del cantante, nascondiglio di pistole e fucili. Ma nemmeno qui le cose hanno vita lunga. Patrick scopre le armi e le butta nelle acque del lago scatenando l'ira dei "rivoluzionari". Con la partenza per Londra alla ricerca della madre, l'atmosfera si trasforma in magia. Patrick trova lavoro in un parco dei divertimenti, in seguito diventa l'assistente di un mago, fino al momento della tragica esplosione di una bomba all'interno di un pub: un attentato di cui Patrick è creduto l'autore. Dopo un estenuante interrogatorio fatto di pugni e insulti, i poliziotti non possono fare altro che riconoscere il loro sbaglio. Uscito di prigione Patrick trova lavoro in un Peep Show gestito da ex prostitute. Lì riceve la visita del "padre-prete", che svela i segreti della sua nascita, rivelandogli anche dove la madre si trova attualmente. Patrick si presenta da lei in vesti femminili con la scusa di una statistica sui telefoni, ma non trova il coraggio di rivelarsi. Ritorna in Irlanda, dove l'amica Charlie sta aspettando di partorire, e insieme a lei va a vivere nella parrocchia del padre. La comunità "benpensante" non regge a lungo la situazione, e una notte la casa e l'intera chiesa vengono incendiate. Nuovamente le strade si allontanano: il padre è costretto a trasferirsi in una nuova parrocchia, mentre Patrick rimane ad attendere la nascita del figlio di Charlie.
Dopo l'Oscar per la miglior sceneggiatura (La moglie del soldato, 1992) e il Leone d'Oro a Venezia (Micheal Collins, 1996), Neil Jordan torna sugli schermi con un film eccentrico ambientato nei violenti anni della rivoluzione irlandese, momento storico che risulterà tuttavia più un accessorio che un elemento chiave della storia, che per temi e dinamica potrebbe ricordare a qualcuno The Butcher Boy (1998), ma che diversamente da questo, si sviluppa attorno al motivo del "viaggio" e della "ricerca", quasi un road movie, anzi, un road-rock movie, vista l'abbondante-traboccante-senza sosta colonna sonora inserita tra una sequenza e l'altra. Un viaggio "fatale" che costringerà il protagonista Patrick Braden (alias Patrick Kitten Braden) a una duplice ricerca: quella dei genitori che lo hanno abbandonato e quella della propria individualità e libertà di espressione. La tragicità degli eventi è mitigata dalla componente fantastica, che soprattutto nella seconda parte del film contribuisce a creare uno sfondo surreale. Il passaggio di Patrick dall'Irlanda a Londra appare come una transizione dalla realtà alla fiaba (nemmeno la rivoluzione irlandese ne sarà risparmiata), e anche i personaggi incontrati finiranno per assumere le connotazioni di "buoni" e "cattivi", di aiuti o ostacoli lungo il percorso-viaggio dell'eroe travestito, tutti inevitabilmente schematizzati secondo le leggi proppiane della fiaba, imprigionati nella speculare superficie della finzione. Del resto questa atmosfera magico-fantastica si può intravedere fin dal principio nell'utilizzo di animazioni grafiche che danno vita ai due pettirossi, testimoni-spettatori-commentatori delle vicende narrate e dell'uso di sequenze aereo-panoramiche che sembrano descrivere un regno o un castello incantato, piuttosto che la concreta realtà umana. Anche lo stile narrativo si colloca in quest'ottica (il film è suddiviso in tanti piccoli capitoli come un libro per immagini in movimento). Il ritmo del viaggio è scandito da un montaggio armonicamente"andante" e in sintonia con il vasto repertorio musicale della colonna sonora.
Sebbene sia per lunghi tratti divertente e godibile, il film attraversa comunque fasi di stanca, nelle quali scorrono davanti agli occhi dello spettatore scene e sequenze già viste altrove: evidente il richiamo a Paris-Texas nella sequenza in cui il prete, entrato nella cabina del Peep-Show dove lavora Patrick, racconta "la storia segreta" della famiglia. Nel complesso la storia resta in piedi nel suo "fantastico" equilibrio senza bruschi passaggi dalla tragicità all'ironia surreale, anche se si potrebbe chiedere al regista il perché non abbia osato fino in fondo regalandoci un finale degno di una fiaba.
BREAKFAST ON PLUTO
(Irlanda/Gran Bretagna, 2005)
Regia
Neil Jordan
Sceneggiatura
Neil Jordan
Montaggio
Tony Lawson
Fotografia
Declan Quinn
Musica
Anna Jordan
Durata
135 min