Aki Kaurismäki
Le luci della sera
di Alice Sivo
Il nuovo film di Aki Kaurismäki completa la "trilogia dei perdenti" iniziata con Nuvole in viaggio e L'uomo senza passato. Tre storie di vuoto, di mancanze. Il primo film raccontava il dramma di una coppia che perde il lavoro, il secondo quello di un uomo che perde la memoria. Le luci della sera, invece, è la storia di un uomo senza compagnia, solo e incapace di comunicare, in una Helsinki che non lo aiuta, deserta e glaciale. La città è dipinta dal regista con tocco hopperiano attraverso inquadrature malinconiche e bellissime in cui lo spazio è rarefatto, essenziale, svuotato del superfluo. Come la città, anche i personaggi che la abitano sono silenziosi e tristi, vagano alla ricerca di una qualche forma di felicità e spesso trovano solo la compagnia di un bicchiere. Koistinen cerca l'amore, è convinto che riuscirà a riscattarsi dal suo modesto lavoro di guardia giurata aprendo una società tutta sua, ma si becca solo insulti dai colleghi, porte chiuse in faccia, botte dagli sconosciuti, tradimenti.
Le luci della sera riduce tutto ai minimi termini e quello che rimane è cinema puro. La storia ha la semplicità e la linearità di una fiaba, i dialoghi sono ridotti all'indispensabile e i personaggi sono tratteggiati con pochissimi elementi, sono dei "tipi" narrativi: c'è l'eroe buono e sfortunato, la strega ingannatrice, il cattivo ricco e potente, la donna che ama in silenzio l'eroe, l'alleato (un bambino nero, tenero e solo, che ha per unico amico un cane). Questa essenzialità, tuttavia, non fa perdere profondità al film, che alla fine risulta un perfetto distillato in grado di descrivere le contraddizioni della società del benessere, l'incomunicabilità tra gli uomini, il male di vivere. La Finlandia dipinta da Kaurismäki è ben lontana dalle statistiche che la descrivono come il migliore dei mondi possibili. E il protagonista, che vagabonda per la città in cerca di un calore umano che non sa nemmeno riconoscere perché forse non ha mai saputo cos'è (quando propone alla donna che ha appena conosciuto di sposarlo, lei gli risponde che prima devono conoscersi e lui le chiede "come si fa?"), sembra un moderno Candide. Gliene succedono di tutti i colori (viene ingannato, picchiato, perde il lavoro, finisce ingiustamente in prigione) e lui reagisce non reagendo, e continua ad avere fino alla fine un barlume di ottimismo.
Lo stesso barlume di speranza sembra averlo Kaurismäki. Firma un'opera triste e pessimista, ma ha la genialità di condirla con un'amara ironia che ci fa ridere del dramma e ha il coraggio di concluderla con un lieto fine. Appena accennato, per niente consolatorio, quasi invisibile, fatto semplicemente di due mani che si sfiorano.
LE LUCI DELLA SERA
(Finlandia, 2006)
Regia
Aki Kaurismäki
Sceneggiatura
Aki Kaurismäki
Montaggio
Aki Kaurismäki
Fotografia
Timo Salminen
Musica
Melrose
Durata
80 min