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Roddy, topino nobile che vive in una casa raffinata nel quartiere di Kensington, a Londra, incontra Sid (come Sid Vicious?), un topo di fogna "punk" che irrompe nella sua casa schizzando fuori dal lavandino e decide di stabilirsi lì, dandosi alla bella vita. Nel tentativo di liberarsene, Roddy cade nel water e finisce nelle fogne. Incontra Rita, e insieme a lei si difende dal terribile Rospo e dai suoi sgherri Arpio, Bianchino e Le Ranocchiò.
The Sweetest Perfection, recitava un vecchio pezzo dei Depeche Mode. Potrebbe essere questo il tema della discussione sul recente cinema d'animazione, che finora ha sempre avuto come obiettivo primo la perfezione. Questo è accaduto (e tutt'ora accade) soprattutto tramite gli studi sulla luce: dalle pellicce degli animali de L'era glaciale, in cui venivano studiati i riflessi sul pelo, e gli stessi peli venivano animati uno ad uno, alla carrozzeria delle macchine di Cars, in cui i riflessi delle cromature erano pressoché perfetti. O tramite qualche gioco stilistico, come nel riflesso della macchina da presa in una delle sequenze di Shrek, o dello scoiattolo che si schiantava contro il vetro della stessa mdp ne La gang del bosco. Essendo evidente che nel cinema digitale la macchina da presa non esiste, è chiaro il tentativo dell'animazione di ammiccare al cinema vero, al cinema adulto.
Giù per il tubo cerca, invece, una strada diversa: il progetto nasce dalla collaborazione tra la DreamWorks Animation (Shrek, Shark Tale, Madagascar) e la Aardman, famosa per i suoi lavori in stop motion fatti con i pupazzi in plastilina (Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro, Galline in fuga). Pur realizzando per la prima volta un film in computer grafica, la Aardman ha voluto però mantenere il suo stile personale. Quindi niente simulazioni dinamiche e fotorealistiche sui capelli, niente vestiti che si muovono al movimento dei personaggi, ma creature pesanti - rigorosamente di plastilina -, che tengono conto della forza di gravità, che si muovono a scatti, con poche espressioni delle bocche e degli occhi, che vengono cambiate a ogni inquadratura, esattamente come nella stop motion, anche se qui con il computer invece che manualmente. Addirittura, si è cercato di riprodurre alcune impercettibili imperfezioni, come le impronte delle dita nella plastilina. L'animazione, in questo caso, ha raggiunto così una perfezione tale da poter essere usata per ottenere l'effetto contrario, per essere cioè volutamente imperfetta. In questo senso si situa agli antipodi di un altro film di Natale, Happy Feet, che invece ha scelto di abbandonare qualsiasi stilizzazione e qualsiasi elemento "umano" nel disegnare i pinguini, cercando invece di renderli affini a degli animali veri, tanto da far sembrare le prime scene simili a quelle del famoso documentario La marcia dei pinguini. La Aardman ha voluto anche dare il suo tocco "inglese" al film, con citazioni da James Bond (ma anche Superman e Alla ricerca di Nemo), canzoni di Billy Idol, Jet e Dandy Warhols.
Dal cinema digitale DreamWorks, invece, il film prende la caratteristica dei personaggi modellati sui tratti degli attori destinati a doppiarli: così Roddy ha i capelli castani e il fisico slanciato di Hugh Jackman, e Rita gli occhi verdi di Kate Winslet. Lo schema narrativo, poi, riprende quello dei film di Hitchcock, alla Intrigo internazionale per intendersi, dove un innocente viene scambiato per un altro. I gadget tecnologici delle barche e gli inseguimenti ricordano quelli di 007, e anche qui c'è un cattivo che vuole distruggere il mondo. Metteteci un po' di "guerra dei sessi anni '40" (i due protagonisti che si detestano e poi si amano) e il gioco è fatto. Il messaggio alla fine sembra essere simile a quello di un altro fortunato film d'animazione, il geniale La sposa cadavere di Tim Burton: anche lì c'era un mondo "borghese", quello dei vivi, freddo, senza passione e amicizia. Tutto il contrario del mondo underground, lì quello dei morti, qui quello delle fogne, dove ci sono colore e calore. È meglio non essere perfetti, allora.
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