Tony Scott
Déjà Vu - Corsa contro il tempo
di Tiziano Colombi
È capitato a tutti di avere quella strana sensazione del "Hei! Ma io qui ci sono già stato". Pare che il fenomeno sia stato scoperto agli inizi del '900 da uno studioso francese di nome Emil Boirac, il quale ne ha lungamente parlato nel suo trattato intitolato Il futuro delle scienze psichiche. Cosa sia esattamente un déjà vu non è ancora del tutto accertato, alcuni studiosi ritengono che si tratti di una "pulsazione del cervello ad un ritmo esponenziale che permette di ricordare ciò che si è vissuto un momento prima". Déjà vu, ovvero, gia visto.
Cinematograficamente parlando potrebbe non essere, come eravate abituati a credere, un errore di "Matrix", una falla nel programma che crea la realtà che vi circonda. Trinity ha ingannato Neo, o forse era anche lei all'oscuro dell'esistenza di un programma sviluppato da un team di agenti e ricercatori dell'Fbi in grado di ripiegare lo spazio tanto da poter scandagliare il luogo di un crimine prima che questo avvenga. Quello che l'agente a capo della squadra speciale incaricata di risolvere il caso della strage che ha ucciso centinaia di soldati della marina americana tenta di spiegare a Denzel Washington è che il sistema può essere usato soltanto per catturare i responsabili: ciò che è accaduto non può essere modificato, e intervenire sul passato non servirà a modificare il presente. Dunque Philip K. Dick esagerava quando nel suo Minority Report scriveva della polizia del nuovo millennio mentre arresta futuri criminali che tali ancora non erano, ma che a breve lo sarebbero diventati, prevenendo così una innumerevole serie di omicidi. L'agente Doug Carling, tuttavia, deve aver visto il film in cui il poliziotto Tom Cruise mette in atto le allucinazioni dello scrittore americano, e non si accontenterà della spiegazione del collega. Complice una love story al contrario - ha infatti già amato Claire Kuchever prima di incontrarla -, deciderà di risolvere da par suo l'intera vicenda.
Complicato? Diciamo che la sceneggiatura del film in questione poggia su un paio di intuizioni notevoli, ma finisce con il perdere brillantezza nel tentativo di costruire un ponte tra il thriller tecnologico e la fantascienza. Il regista Tony Scott, ormai definitivamente consegnato alle cronache come uno dei maestri del cinema d'azione (per altro coadiuvato dal vate delle esplosioni hollywoodiane, il produttore Jerry Bruckheimer), non si fa mancare nulla in quanto a precisione estetica: montaggio serrato, fotografia sfavillante, un uso della macchina da presa epilettico che insegue e circonda gli attori e fa a pezzi i punti di vista, mangiandosi ed espandendo lo spazio senza sosta. La ricetta è quella giusta, gli ingredienti ottimi - vedi la convincente prova del protagonista e una buona amalgama di attori, tra i quali la splendida Paula Patton -, fino a quando Scott e i suoi collaboratori non esagerano con il sale: a quel punto la già intricata vicenda vira al sentimentale, sbanda nel fantascientifico e lascia l'impressione che facendo meno si sarebbe ottenuto di più. Come dire che a forzare i confini del film di genere (paiono ormai non bastare più a nessuno) si finisce per confezionare un "quasi polpettone". Certo la perizia tecnica dell'autore scongiura la brutta figura - ottima ad esempio la lunga sequenza iniziale che sfocia nell'esplosione del traghetto -, ma rimane quel sottile fastidio di chi si alza da tavola con la sensazione che forse l'ultimo pasticcino/colpo di scena poteva essere evitato.

Dopo Spy Game e Man on fire, Tony Scott conferma insomma la sua devozione al cinema adrenalinico, cogliendo inoltre l'occasione per omaggiare la New Orleans devastata dall'uragano Katrina, seguendo così l'esempio di Spike Lee con New York nel suo La 25°ora. Entrambi i film, infatti, sono stati i primi lungometraggi girati nelle due città americane dopo i gravi fatti che le hanno colpite a distanza di pochi anni l'una dall'altra.
DÉJÀ VU - CORSA CONTRO IL TEMPO
(USA, 2006)
Regia
Tony Scott
Sceneggiatura
Bill Marsilii, Terry Rossio
Montaggio
Chris Lebenzon, Jason Hellmann
Fotografia
Paul Cameron
Musica
Harry Gregson-Williams
Durata
128 min