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Elegante e raffinato - fin dai titoli di testa in perfetto stile anni 30-40 -, Lady Henderson presenta, dell'eclettico Stephen Frears, è un film che appaga pienamente la visione: la bella ricostruzione d'epoca dell'ambientazione e dell'atmosfera londinese, la curiosa vicenda che si narra (ispirata a una storia vera), la bravura dei protagonisti (Judy Dench e Bob Hoskins), i dialoghi brillanti e scoppiettanti.
Il film tocca molti temi importanti, ma l'impressione, tuttavia, è che non ne approfondisca nessuno. Le dinamiche del rapporto tra l'eccentrica "lady" e il burbero impresario Van Damm sono affidate a un godibile gioco di battute riuscite e di situazioni che slittano dal comico al romantico, ma sfuggono a un senso più complesso e compiuto. I due protagonisti sono impeccabili, ma i personaggi che interpretano sono narrativamente statici. Lo sbrigativo monologo finale con cui la protagonista riesce a commuovere schiere di giovani soldati, giornalisti, poliziotti e finanche gli ottusi censori - spiegando il motivo che l'ha spinta a mettere in scena il nudo in teatro -, non basta a giustificare un personaggio ipercaratterizzato in superficie, ma poco sostanzioso. Van Damm è perfetto come "spalla" dai continui battibecchi, ma la sua condizione di ebreo che preferisce nascondere le sue origini risulta appena tratteggiata. La resistenza alla censura in nome della libertà di espressione dell'Arte si traduce nel buffo, ma strutturalmente esile compromesso tra la protagonista e l'austero lord Cromer, facilmente raggirato, complici dei formaggi francesi e del vino pregiato. E la resistenza ai bombardamenti nazisti è trattata in modo rapido e un po' sbrigativo. Entrambe sono sintetizzate dal gioco di parole del motto del Windmill Theatre "we never clothes/closed". La cesura tra la prima e la seconda parte del film, con il brusco slittamento da commedia a dramma, lascia inoltre un'insoddisfazione di fondo e la sensazione che troppi elementi si fermino in superficie.
Insomma, Lady Henderson presenta è come una buona insalata: è pieno di ingredienti, gustoso e digeribile, ma non sazia e non coinvolge. Sono innegabili la classe e l'eleganza formale, e funzionano perfettamente i dialoghi - pieni di humour britannico -, ma deludono la storia, i personaggi e la visione del mondo, segnati dall'approssimazione e da eccessi retorici. Non bastano le due visite di lady Henderson sulla tomba del figlio, né la virata pseudodrammatica dei bombardamenti nazisti (con annessa morte improvvisa della bella Maureen e scena madre che spiega le motivazioni della protagonista) a dare profondità a un film che si limita a essere ben fatto, ma graffia e scuote poco, che procede fin troppo spedito, oscillando tra la commedia libertina e il melò di propaganda patriottica, supportato da una regia onesta e senza guizzi. Non fa rimpiangere il prezzo del biglietto, certo, ma nemmeno fa venir voglia di correre di nuovo in sala a rivederlo.
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