Matteo Cerami, Mario Sesti
La voce di Pasolini
di Paolo Fossati
Matteo Cerami, Mario Sesti
La voce di Pasolini
Feltrinelli, 2006
152 pagine, 16.90 Euro
Le parole di Pier Paolo Pasolini lette da Toni Servillo conducono nel vortice della Storia, mentre sotto gli occhi scorrono immagini di un'Italia che, se da un certo punto di vista sembra distante anni luce dal nostro tempo, nondimeno mostra chiaramente i sintomi di molte malattie che affliggono il presente.
Matteo Cerami e Mario Sesti hanno selezionato e montato film di famiglia, fotografie, sequenze cinematografiche e televisive, per creare un "contrappunto visibile" a testi scelti tratti da interventi, prosa, poesia, recensioni, interviste e articoli di Pasolini (trascritti e raccolti nel libro che accompagna il film nell'edizione Feltrinelli Real Cinema). Gli autori hanno evitato con maestria il pericolo di compiere un'operazione didascalica attraverso la scelta di avvalersi di materiali inediti come i filmini dell'Homemovies che Paolo Simoni ha raccolto a Bologna, dei documentari industriali o d'attualità messi a disposizione dalla Cineteca di Bologna e di quelli militanti e d'inchiesta dell'Archivio audiovisivo del Mondo Operaio. Il montaggio di queste immagini - cariche del fascino dello sguardo non-professionista e lontane dall'estetica della fiction -, insieme ai disegni di Annalisa Corsi, restituisce agli spettatori il giusto "paesaggio" per concentrarsi nell'ascolto dei testi di Pasolini. Il fluire di volti, sguardi e atteggiamenti dinanzi alle numerose e anonime cineprese riunite a formare un'unica grande visione poetica, diviene una sorta di scenario onirico suggerito da La voce di Pasolini a chi voglia sognare ad occhi aperti la possibilità di vedere un ultimo film: quel Porno-Teo-Kolossal promesso da Pasolini dopo Salò. Cerami e Sesti ci ripropongono, infatti, la vera voce del poeta e regista che detta il trattamento dell'opera, mai compiuta, con cui avrebbe voluto raccontare il viaggio, costellato di tappe simboliche e aneddoti metaforici, di un Re Magio (interpretato da Eduardo De Filippo, che sarebbe dovuto essere accompagnato nell'avventura da Ninetto Davoli, nei panni del servo Romanino). Sesti afferma, nell'introduzione del libro, che nella cultura di oggi hanno più spazio le testimonianze e i ricordi di chi ha conosciuto Pasolini, piuttosto che la voce del poeta stesso. L'osservazione, se da un lato sembra una critica mossa all'abitudine postmoderna del citazionismo, paradossalmente diviene scintilla per la genesi di un'operazione che sfrutta proprio le attitudini postmoderne dell'estrapolazione e dell'assemblaggio di testi nel migliore dei modi, tentando di salvare dall'oblio un passato che ci appartiene, mentre si prova ad illuminare il presente tramite il fuoco immortale della poesia e la lucidità della prosa pasoliniana.
Tra i contenuti speciali che arricchiscono l'edizione dvd, oltre ad alcune sequenze escluse dal montaggio finale e ad una galleria fotografica con scatti di Carlo Bavagnoli che ritraggono Pasolini all'inizio degli anni Sessanta e nel 1968, spicca La fine di Salò, una raccolta di testimonianze sull'ultimo film girato da Pasolini che rivela l'ipotesi dell'esistenza di un finale alternativo. La scoperta di un reportage fotografico inedito di Fabian Cevallos, dopo trent'anni, consente di approfondire le ricerche sul suo film certamente più controverso. Tra le voci che rievocano la storia di Salò o le centoventi giornate di Sodoma spiccano, oltre ai ricordi di Cevallos, le dichiarazioni di Pupi Avati (che racconta di aver steso la sceneggiatura insieme a Pasolini e di averlo spinto a realizzare il film - inizialmente scritto per la regia di Sergio Citti - scegliendo di non apparire nei credits), dello scenografo Dante Ferretti, dell'assistente al montaggio Ugo Maria De Rossi, dell'assistente alla regia Fiorella Infascelli e dell'attore Paolo Bonacelli.
Mario Sesti, che già con L'ultima sequenza ha indagato come un investigatore catalogando prove e raccogliendo dichiarazioni su un finale, ormai perduto, girato da Federico Fellini per Otto e mezzo, continua ad esplorare la storia del cinema italiano attraverso reperti e dichiarazioni, facendo dell'utilizzo di mezzi audiovisivi un'innovativa costante per divulgare le proprie teorie.