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Cronenberg di mutazioni se ne intende. Ed è lui stesso ad affermare che una sceneggiatura è uno strano mutante. Non è un film, ma non è nemmeno un romanzo, un racconto vero e proprio. Viene letta solo da addetti ai lavori o professionisti. Red Cars, il libro nato dalla collaborazione tra il regista canadese e "Volumina", associazione culturale e casa editrice di Torino, è allora una nuova, inedita mutazione per una sceneggiatura: una fusione tra testo e immagine, qualcosa in grado di dare vita propria a una sceneggiatura, senza essere un film con troupe, attori e colonna sonora, ma un libro, collegato a un sito, e a una mostra…
Tutto il cinema di Cronenberg, si sa, può essere riletto alla luce del rapporto tra uomo e macchina: basta pensare all'attrazione per le lamiere fredde e levigate di Crash, o alle macchine per il teletrasporto de La mosca, ispirate ai cilindri e ai motori delle automobili. Dopo essere stato presentato al Festival del Cinema di Venezia, Red Cars è stato presentato al cinema Trevi di Roma dal suo curatore, il critico cinematografico Domenico De Gaetano, nell'ambito della retrospettiva Fotogrammi geneticamente modificati, dedicata, appunto, a David Cronenberg. L'associazione culturale "Volumina" nasce con l'intento di collaborare con grandi artisti: è iniziato tutto con Peter Greenaway, a cui, tempo fa, è stato chiesto di diventare il presidente onorario dell'associazione e di segnalare, quindi, nomi di artisti con i quali collaborare. Proprio con Greenaway è stato realizzato il primo volume, Tulse Luper in Turin, un libro prezioso, rilegato in pelle e cucito a mano, firmato dal regista stesso, che ha curato anche tutti i dettagli. Una copia di questo libro è stata mandata a Cronenberg, che è venuto in Italia e ha iniziato a parlare con "Volumina" di un possibile libro. Il regista canadese ha così tirato fuori dal cilindro una sceneggiatura inedita, che parlava del mondo della Ferrari, ed era quindi legata in modo particolare all'Italia. Da qui è iniziata una fitta corrispondenza per definire ogni singolo dettaglio, tra cui le immagini a cui legare la sceneggiatura. Le fotografie, trovate negli archivi, sono state "invecchiate" in modo che sembrassero ritornate alla luce casualmente da casse impolverate, o come se volessero rappresentare ricordi sbiaditi e lontani nel tempo.
Le prime parole che Cronenberg ha imparato in italiano sono state frizione, carburatore, cambio: le aveva lette sui manuali d'uso e di manutenzione delle motociclette. La sua prima moto è stata infatti una Ducati, e ha posseduto tre Ferrari. Secondo Cronenberg, smontando un motore, vi si può scorgere la cultura che lo ha progettato, ma anche la testa del suo architetto. Quando è venuto a Torino è stato memorabile il suo incontro con Giugiaro: i due hanno parlato di come l'architetto e il regista siano due artisti che creano qualcosa nella loro testa, che poi viene realizzata tramite il lavoro di altri: i meccanici in un caso, il direttore della fotografia dall'altro. Il libro, un vero e proprio oggetto d'arte, meticolosamente progettato per rappresentare il corpo e il motore di una macchina, ha una copertina di alluminio, perché le macchine negli anni sessanta erano fatte di alluminio, e pesa due chili e mezzo. La sceneggiatura, scritta da Cronenberg subito dopo Crash, racconta la storia, ambientata nel 1961, di due piloti della Ferrari in lotta per il titolo: l'americano Phil Hill e il tedesco Von Trips, che correvano sulla Ferrari 156 "shark-nose", dal famoso muso a forma di squalo (che è stata riprodotta su modellino, allegato al libro, perché non esistono più esemplari al mondo di quest'auto).
La storia dei due piloti è vera: nella penultima gara, a Monza, Von Trips trovò la morte, insieme a quattordici persone tra il pubblico, e Phil Hill vinse il campionato di Formula 1: una vittoria amara. Tanto che quelle auto verranno poi smontate, distrutte, per volontà dello stesso Enzo Ferrari. Hill viene descritto da Cronenberg come un uomo nevrotico, un individualista che legge Sartre ai meccanici, che si nutre solo di latte e omogeneizzati prima di ogni gara - a causa del suo nervosismo -, e che ha dei sogni premonitori da cui è letteralmente ossessionato. Com'è ossessionato dal desiderio di lasciare un ricordo indelebile di sé. Von Tips, invece, è un aristocratico che si tuffa con distacco nel mondo delle corse, e vive nell'ossessione di catturare il tempo, registrando ogni trasferimento e ogni gara con una Bolex 16mm. I fatti sono realmente accaduti, ma amplificati tramite riflessioni "alla Cronenberg" su inconscio, esistenza, memoria e sogno. Il film, poi, non è mai stato realizzato perché parlava di fatti scomodi per la Ferrari: la morte di tutte quelle persone, e, soprattutto, il presunto figlio illegittimo di Enzo Ferrari.
Il sito internet fa parte integrante del progetto Red Cars, dove si può anche comprare il libro: l'idea di "Volumina" è di realizzare libri che possano essere degli oggetti unici da toccare e sfogliare in un'epoca in cui tutto si può scaricare da internet con un semplice clic. Nel futuro di "Volumina" ci sarà ancora spazio per collaborazioni con Greenaway (tra cui un libro su Roma, dopo quelli su Torino e Venezia, con una copertina con intarsi di marmo!), con Atom Egoyan, con un libro basato su un film di Visconti, e forse con Almodovar e Wong Kar-wai. Sempre con Cronenberg sarà invece realizzata la mostra Frames, per la quale verranno scelti cinquanta fotogrammi dai suoi film, poi rielaborati insieme a lui in modo che diventino delle opere d'arte a se stanti. La mostra verrà portata in quattro città italiane: Torino, Roma, Bologna e Parma.
Intanto noi restiamo in attesa delle prossime mutazioni.
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