La colonna sonora di The Departed
di Valentina Alfonsi
La partitura musicale composta da Howard Shore per The Departed è un lavoro emotivamente potente, segnato da scelte mai banali ma anzi accurate, raffinate, sotto molti aspetti geniali.
Diversi brani, fin dall'iniziale Cops or Criminals che introduce il personaggio di Franck Costello e con esso la dicotomia su cui si svilupperà l'intero film, ruotano intorno al tema del tango, compiutamente sviluppato nel pezzo che accompagna i titoli di coda, lo splendido, struggente The Departed Tango. Un tragico tango dei defunti a cui Scorsese ha voluto dare il valore di una "danza della morte" (come ha dichiarato lo stesso Shore in un'intervista rilasciata a Maurizio Baschetto per www.colonnesonore.net), a descrivere la lotta messa in piedi inutilmente dai suoi protagonisti che cercano disperatamente, per tutta la durata del film, di non soccombere, di rimanere vivi.
The Departed Tango è sicuramente una delle idee musicali migliori dell'intero score, non un semplice "tema del film" ma un tango, un ballo dunque, un ballo sensuale, passionale, ammaliante per una vicenda spietata, sanguinaria che lascia pochissimo spazio alle emozioni. The Departed Tango è avvolto in una melodia nitida, rapida, drammatica ma non malinconica: dal pezzo non emerge alcun sentimento di morte o di sconfitta: è anzi teso, vitale, coinvolgente. Il brano racchiude con forza tutte le passioni, positive o negative, che si scontrano nel film attraverso un emozionante intreccio di chitarre che sembrano rincorrersi, afferrarsi, graffiarsi, fondersi insieme. Il Tango non è stato legato da Scorsese ad una sequenza particolare, è stato bensì posto ad accompagnamento dei titoli di coda: è l'anima unitaria del film, il suo nocciolo di senso che racchiude tutto.
Il contesto sociale e culturale del film avrebbe potuto suggerire riferimenti musicali diversi, il folk irlandese o il repertorio statunitense (che pure figurano nella selezioni di brani dell'altrettanto interessante soundtrack del film), ma Shore opera scelte diverse, non si ferma alla superficie geografica e antropologica della storia, vuole dare a The Departed un'anima musicale più profonda sia dal punto di vista melodico che strumentale. Il largo uso delle chitarre conferisce alla partitura un fascino secco, diretto, palpitante, assolutamente non enfatico o magniloquente; chitarre che in Cops or Criminals sono cupe, violente, quasi volessero aggredire la melodia a cui danno vita e che in 344 Wash sono invece tese, drammatiche, dissonanti: 344 Wash è il luogo di morte per eccellenza del film, il più spietato e la melodia è scarna e dura, senza alcuna piacevolezza, sostituita da suoni stridenti e quasi spaventosi.
Cops or Criminals introduce proprio quella danza portatrice di morte che è l'eterno scontro tra poliziotti e criminali, distinzione che per Costello è puramente teorica e del tutto inutile perchè di fronte ad un'arma non c'è alcuna differenza. Lui stesso, boss criminale, è un informatore dell'FBI: l'opportunismo personale toglie peso a qualsiasi fede o convinzione. Poliziotti e criminali, indipendentemente dal ruolo che hanno scelto di ricoprire, sono prima di tutto uomini e come tali coinvolti nella spaventoso ma irresistibilmente attraente Tango di morte che è la vita stessa.
In Colin il fascinoso tema del Tango torna con toni secchi, ancora più impietosi e taglienti che in Cops or Criminals inglobando così pienamente Colin, il personaggio che va a descrivere, nel tono musicale dominante del film ma evidenziandone al contempo l'asprezza e il cinismo. Colin è forse il personaggio moralmente peggiore del film, perchè infido e bugiardo ma desideroso di nascondersi sotto una facciata di rispettabilità: nel pezzo a lui dedicato c'è la sua ambizione, la sua abilità manipolatrice, la sua fame di potere espresse con un ritmo musicale rapido, sferzante, freddo.
Molto diverso è il brano Madolyn, malinconicamente denso, melodico, vibrante ma senza frivolezze: è il tema dell'unico personaggio femminile della storia, un personaggio pienamente positivo, puro, pieno di fiducia. Il pezzo è delicato, meditativo, carico di accenti malinconici: sembra una danza leggera.
Il lungo, straziante Billy's Theme, sicuramente il brano più significativo oltre al Tango, ha l'andamento di un accorato pianto che non sa trovare consolazione. Sono il panico di Billy, la sua solitudine totale che trovano sfogo in queste note simili a ferite, che sembrano tremare di rabbia e di paura, incerte, slegate ma palpitanti, insistenti come a voler chiedere pace, riposo, una vita finalmente diversa. Il brano si lega, nel film, ad un montaggio alternato che vede Billy rivivere con le mente le peggiori esperienze di violenza a cui assistito nel suo ruolo di poliziotto infiltrato tra i criminali: Howard Shore riesce a mettere in musica tutte le domande inespresse del giovane protagonista, la sua stanchezza, la sua confusione, il suo desiderio di riprendersi la sua identità. È significativo poi che in Billy's Theme non ci sia spazio per il tema del tango, contrariamente a quanto invece accade, come già detto, in Colin: Billy è stato coinvolto suo malgrado nella danza di morte che vede protagonisti Costello, Colin e gli altri poliziotti, quelle note non gli appartengono, non vengono da lui.
La melodia di Billy's Theme è parzialmente ripresa anche in coda a The Faithfull Departed, brano oppresso nella prima parte in un'atmosfera cupissima; il Tango torna invece, con un ritmo più compresso ma anche più freddo e trattenuto, in Command, e anche in Chinatown, un brano dalla struttura particolare, bizzarramente stonato nella prima parte e poi via via sempre più chiuso su se stesso, pieno di tensione, ricco di sonorità scure e minacciose. Command e Chinatown sono forse i due brani dello score più integrati nella componente thriller della vicenda, pur mantenendo una forte continuità stilistica col resto della partitura.
Il lieve The Baby riprende invece le note di Madolyn accentuandone il tono riflessivo e introspettivo; è una Madolyn diversa quella che emerge dal suono attutito, chiuso su se stesso, di questo pezzo in cui le tonalità aperte e fiduciose lasciano spazio a durezze e dissonanze impreviste. Altro pezzo notevole è il malinconico Beacon Hill, carico di un tragico senso di sconfitta, quasi di resa; Miss Thing recupera invece le durezze di Command e Chinatown.
The Last Rites è un brano complesso: inizia come un lamento, ricco di accenti patetici e vibranti per poi diventare cupamente drammatico nella parte centrale, anche grazie ad una maggiore ricchezza strumentale che dà vita ad un suono più denso e avvolgente; in coda si fa crudo e violento, riprendendo il tema presente in 344 Wash acquistando così un sapore di morte.
L'aspetto piu interessante dello score è l'uso estremamente discreto, quasi sottotono, che Scorsese ne fa nel film: a parte Billy's Theme, isolato in una sequenza più concentrata emotivamente e psicologicamente, e ai pezzi che commentano le sequenze più puramente d'azione, gli altri brani risultano essere piuttosto sfuggenti ad una prima visione del film ed è difficile coglierne tutte le delicate sfumature. Ciò è dovuto in parte anche al tipo di film, un thriller molto teso e coinvolgente che chiede allo spettatore di concentrare la sua attenzione sullo svolgimento della storia ma anche ad una scelta precisa di messa in scena: uno score tanto emotivamente potente, raffinato, denso avrebbe forse perso di intensità se inserito in maniera troppo invadente nelle varie scene (Colin, ad esempio, è quasi sotterraneo, impercettibile). La partitura di Howard Shore costituisce a tutti gli effetti l'anima poetica del film e va scoperta e apprezzata lentamente, lasciandola affiorare dalle inquadrature attraverso ripetute visioni del film.
Ad un primo impatto, si fanno notare molto di più alcune felici scelte che contraddistinguono la soundtrack, estremamente curata e interessante, come sempre nei film di Scorsese. Tra tutte, la canzone che emerge con più forza è sicuramente I'm Shipping Up to Boston dei Dropkick Murphys, curioso e potentissimo miscuglio di musica irlandese e punk-rock; il pezzo non è particolarmente significativo in sé, anche se la parte strumentale è davvero trascinante, quanto per il modo in cui si lega al film. Le origini irlandesi dei protagonisti, ignorate come si diceva dallo score, tornano qui in modo originale, contaminate dal rock più aggressivo proprio come l'anima e il sangue dei personaggi sono ormai del tutto penetrati nelle viscere di Boston. Le scene accompagnate dal brano dei Dropkick Murphys (Billy in prigione e il percorso notturno in macchina con Costello) hanno un fascino dinamico particolare, ricollegandosi alla vitalità passionale del tango, alla danza di morte che afferra le vite dei protagonisti.
Comfortably Numb, splendido pezzo di cui qui è usata la versione interpretata da Roger Waters, è dedicato da Scorsese al momento d'amore tra Billy e Madolyn: un brano notissimo usato nel film in maniera sostanzialmente classica ma molto afficace (I'm Shipping Up to Boston è invece stato sottoposto a maggiori tagli per meglio incastrarlo nelle sequenze e accentuarne l'anima aggressiva). Comfortably Numb è un momento di tregua privo però di ogni dolcezza: l'interpretazione è tesa, toccante, quasi tragica.
La selezione musicale per The Departed prosegue tra brani pop e rock prevalentemente americani appartenenti a periodi diversi: Patsy Cline con Sweet Dreams (Of You), i Beach Boys con Sail On, Sailor...
Ciò che più colpisce della colonna sonora di The Departed, sia per quanto riguarda lo score che la soundtrack, è la passionalità di cui è intrisa che contrasta duramente con il profondo, gelido pessimismo che emerge dalla vicenda narrata; quello di The Departed è, fin dal titolo, un mondo implacabile che conduce alla morte fisica ma soprattutto alla morte interiore; un mondo in cui i gesti eroici non hanno valore, in cui non c'è ricompensa o redenzione. Ed è tanto più straziante che il senso tragico e disperato del film venga fuori non da una messa in scena fredda e distaccata e da scelte musicale altrettante scarne: Scorsese e Shore scendono in campo insieme ai personaggi, lottano e vivono con loro, li fanno letteralmente vibrare di paura, odio, amore, ambizione creando così un film e una partitura musicale vitali, coinvolgenti, pulsanti.