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Quello tra cinema e nuove tecnologie è un connubio che condiziona e investe l'intero scenario cinematografico mondiale, mantenendo però inalterato - nei suoi esiti più felici - il diritto di precedenza riservato alla storia e ai personaggi. Ad aprire spazi di riflessione e di confronto sulla cultura del digitale ha contribuito, per l'ottavo anno consecutivo, il Future Film Festival di Bologna che, con le sue 600 ore di programmazione, ha offerto anteprime, retrospettive (la storia di fantasmi giapponesi, il ciclo dedicato alle Macchine del Tempo), visioni e incontri con gli animatori delle case di produzione più influenti e all'avanguardia. Sono intervenuti Matt Aitken della "Weta Digital", reduce dalla fatica tecnica di King Kong; Andrew Jimenez della "Pixar Animation Studios", regista e sceneggiatore del cortometraggio One Man Band, che precederà le proiezioni del nuovo lungometraggio Cars, e Andrea Maiolo dell'"Industrial Light and Magic" di George Lucas, che ha presentato il making of di una delle produzioni fantasy di maggior successo dell'ultimo anno, Le Cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio. Ospite della rassegna è stato Ian Whitlock della "Aardman Animation Studios", artefici di Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro, al quale ha lavorato anche la società inglese "The Moving Picture Company" - per la prima volta a Bologna -, che si è occupata degli effetti speciali di Harry Potter e il calice di fuoco di Mike Newell e che è attualmente impegnata su Il codice da Vinci di Ron Howard. Hanno partecipato al Future anche il character designer Carlos Grangel, collaboratore di Tim Burton ne La sposa cadavere e Tom Cardone, art director di "Blue Sky Studios", che ha accompagnato in anteprima mondiale le prime succulenti immagini di L'era glaciale 2 - Il disgelo, nel quale i mitici personaggi del primo episodio (il bradipo Sid, il mammut Manfred, la tigre dai denti a sciabola Diego, lo scoiattolo Scrat) incontreranno nuovi amici e vivranno incredibili avventure.
"Siamo soddisfatti - dichiarano i direttori del FFF Giulietta Fara e Oscar Cosulich - del successo ottenuto da questa ottava edizione del festival che ha dato particolarmente spazio alla commistione tra diverse forme di animazione e cinema dal vero, interazione che apre a illimitate potenzialità creative". "Per il prossimo anno - continuano i direttori del Future Film Festival - cercheremo di incrementare i giorni del festival diminuendo l'intensità della programmazione in modo che più persone possano fruire della proposta". Il 2006 è stato l'anno del ritorno in grande stile della stop-motion (l'animazione a passo uno realizzata con pupazzi fotografati un fotogramma alla volta), riportata agli antichi fasti grazie a due capolavori non solo di tecnica, ma anche e soprattutto di poesia dei contenuti e di impatto visivo - candidati a miglior film d'animazione ai prossimi Oscar - come The Corpse Bride di Tim Burton e Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro di Steve Box e Nick Park, il primo lungometraggio dedicato alla più famosa coppia di attori in plastilina del pianeta che è stato l'evento d'apertura del Festival. L'efficacia delle due opere risiede nella straordinaria contaminazione tra l'animazione tradizionale e gli interventi in digitale, che integrano la stop-motion senza annientarla, ma semmai arricchendola. Ne La sposa cadavere, infatti, Burton e il co-regista Mike Johnson ricorrono alle telecamere digitali e alla computer grafica per armonizzare e velocizzare le riprese in stop-motion compiute sui 26 differenti set utilizzati, ma soprattutto per riprendere i personaggi da piani riavvicinati, accentuandone la tridimensionalità dei corpi ed esaltandone l'espressività. In Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro, il lavoro in digitale compiuto dalla MPC ("The Moving Picture Company") si fonde in maniera impercettibile alle creature della "Aardman" con 750 shot, adattando luci e colori dell'intero film, ritoccando le imperfezioni lasciate dalle impronte umane sui pupazzi e, infine, avvolgendo le ambientazioni di una nebbia intensa e fitta ispirata alle pellicole horror della Universal. Stuart Lashley, il 2D Supervisor di Wallace & Gromit, ha illustrato al pubblico come la più grande area d'intervento del digitale abbia riguardato l'invenzione dei simpatici coniglietti risucchiati dalla macchina ispiratrice dell'Anti-Pesto di Wallace & Gromit: vere opere d'arte realizzate con un software proprietario apposito, nelle quali sono simulati la plastilina e il legno che gli animatori della "Aardman" modellano per plasmare i personaggi.
Per raccordare il passato e il presente dell'animazione a passo uno, il Future Film Festival ha proposto la retrospettiva completa dell'opera di Jiri Trnka, regista e animatore, ma anche artista, grafico e illustratore cecoslovacco, capace di imporsi a livello internazionale come uno dei massimi pionieri del cinema d'animazione a pupazzi. Nel 1946 fondò a Praga un proprio studio di produzione, creando film poetici e astratti sia per adulti che per bambini, i cui personaggi non possiedono lip synch, ma muovono la bocca solo al variare delle espressioni del volto.
Alcune delle pellicole del Future Film Festival che usciranno nelle sale italiane:
Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro (di Steve Box e Nick Park)
Tottington attende con trepidazione la fiera dell'ortaggio gigante, orgoglio e vanto della comunità locale. A fare da angelo custode alle preziose verdure degli abitanti ci pensa la squadra Anti-Pesto formata da Wallace, ottuso e ingenuo inventore, e il suo intelligente e sveglio cane Gromit, chiamati a salvare i raccolti dai golosi intrusi. La situazione precipita quando Wallace ingegna una macchina per modificare le abitudini alimentari dei roditori, e contemporaneamente un vorace coniglio mannaro gigante inizia a divorare gli orti turbando le notti del paese. La sua identità verrà svelata nel corso di questo film d'animazione ironico e intelligente, venato da un gusto citazionista ludico e arguto (come non riconoscere il richiamo al redivivo King Kong?).
Terkel i Knibe (di Kresten Vestbjerg Andersen, ThorbjørnChristoffersen, Stefan Fjeldmark)
Realizzato in computer grafica 3D, Terkel si avvale di un'estetica stilizzata, ma incisiva, per raccontare le tragi-comiche vicende di Terkel, un insicuro ragazzino di prima media alle prese con gli strampalati genitori (doppiati in italiano da Lella Costa e Claudio Bisio), la sorellina Rita, vittima di truculenti incidenti domestici, il volgare zio Stewart, il nuovo professore "figlio dei fiori" Gunnar, e soprattutto i compagni di classe, tra cui il migliore amico di Terkel, Jason, che porta sempre con se una spranga anche se in fondo ha un cuore d'oro, i due sbruffoni della classe e Doris, la classica ragazza sovrappeso sensibile e timida. Terkel è un lungometraggio d'animazione che mescola i toni dell'horror-thriller (Terkel riceve inquietanti minacce di morte "stile Padrino") con quelli dei Simpsons, di Southpark e dei film di denuncia sociale, trattando temi come il bullismo, la violenza e persino il turismo sessuale. Un'opera estrema, triviale e di sicuro unpolitically correct, che si adatta perfettamente all'irriverenza di Elio e le Storie Tese, che oltre a doppiare i personaggi hanno adattato le canzoni in lingua italiana. Elio presta la sua inconfondibile espressione vocale all'insegnante di musica di Terkel, il narratore sui generis della storia.
Yo-Rahd - Un amico dallo spazio (di Camillo Teti, Victor Rambaldi)
È l'unico cartone animato italiano presentato al
FFF. Prodotto dall'EFFECI di Roma, per la regia di Camillo
Teti e Victor Rambaldi, che è il co-autore - insieme
a Gina Basso - del libro da cui è tratto il film,
Yo-Rahd - Un amico dallo spazio propende per una
tecnica full animation aderente allo stile disneyano (che
persegue quindi i canoni del massimo realismo possibile)
soprattutto per quanto riguarda i contenuti, improntati
all'ottimismo e a finalità educative. L'ideazione
dei personaggi e delle scenografie è opera del
premio Oscar Carlo Rambaldi, autore dei disegni di E.T.
del quale è debitore anche il piccolo alieno protagonista.
Yo-Rhad è, infatti, un baby-extraterrestre che,
sopravvissuto insieme ai suoi simili all'antica civiltà
di Klat-uh sul meteorite Glen-darh, ha bisogno degli esseri
umani perché il meteorite sta entrando in rotta
di collisione con la Terra, e le potenze militari minacciano
di volerlo distruggere con le testate nucleari. Saranno
Jason e suo nonno Merope, grandi appassionati di fantascienza,
ad aiutare Yo-Rhad e il suo popolo a salvarsi e a trovare
un nuovo pianeta su cui vivere. Un'avventura per i più
piccoli, sostenuta dalla colonna sonora originale di Lucio
Dalla, attraversata da valori come la solidarietà,
la tolleranza, il rapporto generazionale e l'amicizia.
Aeon Flux (di Karyn Kusama)
Nel 2415 Bregna è l'unica città della Terra a essere sopravvissuta a una mortale epidemia planetaria. Cinta dalle mura, Bregna rappresenta il modello di società perfetta, senza malattie, guerre e povertà, ma in realtà cela molti segreti e oscure verità. A combattere la dittatura dei fratelli Trevor e Oren Goodchild è investita Aeon Flux (una splendida Charlize Theron), l'eroina della resistenza (i "Monacans" in originale), soldatessa implacabile e abilmente addestrata che inizia però a nutrire dei dubbi sulla sua missione omicida, nel momento in cui si trova faccia a faccia con il suo obiettivo Trevor Goodchild. Un cast d'eccezione - oltre ai premi Oscar Charlize Theron e Frances McDormand, anche Pete Postlethwaite, Sophie Okonedo - per una distopia futuristica diretta da Karyn Kusama e scritta da Phil Hay e Matt Manfredi sulla base dei personaggi creati da Peter Chung nella serie d'animazione di MTV. Il film non demerita ma nemmeno decolla, appoggiandosi su una narrazione che privilegia fin troppo l'azione pura a discapito dell'approfondimento psicologico, visionario e tematico.
Zathura (di Jon Favreau)
Le differenze caratteriali, apparentemente inconciliabili, tra due fratelli figli di divorziati, Walter di dieci anni e Danny di sei, sono destinate a conflagrare nel misterioso gioco da tavola Zathura, che li trasporta - con la loro casa e la sorella maggiore adolescente - nel remoto spazio intergalattico. Potranno tornare a casa solo se riusciranno a completare il percorso del gioco, ma per farlo devono gioco forza ritrovare l'armonia familiare: molte sono le prove che dovranno affrontare, dal robot di casa trasformato in robocop assassino agli attacchi di terrificanti mostri spaziali, gli Zorgon, attratti dalla luce e rigorosamente carnivori. Alla stregua di Jumanji, Zathura rappresenta la trasposizione cinematografica del libro per l'infanzia di Chris Van Allsburg, autore anche di Polar Express. Zathura è un'avventura di formazione divertente e godibile, prevedibilmente a lieto fine, ma dagli spunti di fondo intelligenti e credibili, oltre che dagli effetti speciali ben calibrati e funzionali alla creazione di uno scenario fantastico dell'immaginazione.
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