|
Al
Torino Film Festival la presenza di Ciprì e Maresco è stata anche quest'anno
una partecipazione importante. I due registi siciliani non solo continuano
a essere isolati nel panorama del cinema italiano (presenziare al festival
di Berlino non è così eclatante come una serata alla notte degli Oscar)
ma continuano a lavorare in modo coerente su una linea espressiva interessante
e originale.
Al festival sono stati presentati degli estratti da Il ritorno di
Cagliostro; Tutti for Louis, documentario sul trombettista
Louis Armstrong; Ai rotoli, una visita al cimitero di Palermo,
e Arruso, alla ricerca dei ricordi lasciati da Pasolini durante
una sua visita in Sicilia.
Il ritorno di Cagliostro è tra le cose più belle che si sono viste
al Festival. Questo video è una presentazione del film che i due devono
ancora terminare che va ben oltre il semplice backstage promozionale.
Il pretesto è il ritrovamento del film Il ritorno di Cagliostro,
girato in Sicilia negli anni '50, un film mitico, avvolto dal mistero.
Si commistionano allora le cose e i registi mettono in contatto i loro
attori siciliani con Robert Englund (l'attore di Nightmare), che
interpreta Cagliostro e recita in inglese. Questo intreccio tra inglese
teatrale e siculo masticato non solo genera comicità, ma rivela una profondità
espressiva che il nostro cinema raramente ha raggiunto negli ultimi anni.
Non è solo il gioco linguistico sul piano sonoro ad essere presente;
l'altro elemento fondamentale è la forza visiva ottenuta attraverso un
scrupolosa ricerca sul volto dell'attore. Da sempre Ciprì e Maresco ricercano
i valori del proprio cinema nel corpo e nei volti dei loro personaggi.
Anche in questo video si sono delineate delle linee estremamente suggestive:
su tutte il gioco tra luci e ombre (molte scene sono state girate a lume
di candela) sui volti naturali e al contempo drammatici degli attori,
facce ricercate, sempre estreme, che nel cinema della coppia siciliana
si impongono e si rivelano con grottesco raccapriccio agli occhi dello
spettatore.
Una presenza vera, lontano da fini estetismi rassicuranti. Sotto l'attore
di Ciprì e Maresco troviamo sempre qualcosa, dietro la sua immagine percepiamo
una presenza più profonda e viva, l'accostamento ai figli della violenza
di Los Olvidados o ai vecchi di Viridiana dei film di Bunuel
porta a suggestive mescolanze.
Per
il secondo anno consecutivo i due registi siciliani hanno presentato anche
un video su un grande del jazz. L'avventura è iniziata l'anno passato
con Steve plays Duke, dedicato a Duke Ellington. Quest'anno il
video Tutti for Louis era un omaggio al centenario della nascita del trombettista
di New Orleans. Presentato come l'inventore dell'assolo nella musica moderna,
Louis Armstrong è ritratto attraverso dichiarazioni e pareri di musicisti
jazz contemporanei (tra i più grandi, da Rava, Fresu, Bosso, a Jimmy Owens,
Benny Bailey). Il video è fatto anche di musica: gli stessi musicisti
di oggi suonano i classici di Louis e i filmati di repertorio rivelano
un Armstrong appassionato e vitale, dagli esordi in bianco e nero, fino
al grande successo di What a wonderful world. Il jazz è da sempre
una passione per i due registi siciliani e questo lavoro di ricerca continuerà
nei prossimi anni con altri video sugli artisti fondamentali del jazz
(all'appello, per ora, ci sono ancora Charlie Parker e Miles Davis, i
prossimi musicisti su cui si concentrerarnno i due autori).
L'attività creativa di Ciprì e Maresco continuerà nei prossimi anni su
questo doppio binario: cinema e jazz. Un'accoppiata che è spesso collegata
ad autori che, guarda caso, sembrano sempre essere isolati (è il caso
di Mike Figgis negli Stati Uniti). Il Torino Film Festival sembra che
li abbia adottati, non possiamo che rallegrarcene: al loro fianco, tutti
gli altri figli adottivi del Festival diventano fratelli minori.
|